28 luglio – Giornata mondiale Epatite, le linee guida dell’Oms sul test rapido per diagnosticarla. Obiettivo: garantire cure accessibili a tutti

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27 luglio 2017

28 luglio – Giornata mondiale Epatite, le linee guida dell’Oms sul test rapido per diagnosticarla. Obiettivo: garantire cure accessibili a tutti

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Se è vero che alla base della diffusone globale dell’Epatite C c’è soprattutto una mancata diagnosi, allora il nuovo test rapido potrà ribaltare la situazione. La novità cambierà il trattamento soprattutto tra le popolazioni più povere dove, la mancanza di strutture adeguate, non permette di identificare e trattare la malattia. L’Oms spiega come funziona e quali risultati permetterà di raggiungere.

Attualmente è disponibile, in tutto il mondo, una cura per l’epatite C, con i nuovi antivirali ad azione diretta, capaci di trattare 9 persone su 10 in 3-6 mesi. Circa 1 milione di persone nel mondo è stato trattato finora con questi farmaci. Anche per l’epatite B cronica sono disponibili dei trattamenti anti-virali efficaci a lungo termine, anche se in molti paesi la difficoltà è poterli ricevere.

Cure per l’Epatite C accessibili a tutti. È questo l’obiettivo del test ideato per diagnosticare l’HCV. Si chiama SD Bioline HCV ed è uno strumento messo a punto soprattutto per quelle popolazioni che vivono nei paesi a medio e basso reddito che, normalmente, hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari di base.

Nel mondo, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), più di 300 milioni di persone hanno un’infezione cronica da epatite B o C, ma meno del 5% ha fatto il test o sa di avere la malattia. “Molte persone, specialmente quelle che vivono nei paesi a basso e medio reddito, non sanno di essere infette, e così non possono accedere alla terapia appropriata. Migliorare l’accesso ai test per l’epatite è dunque fondamentale per aumentare il numero di chi può ricevere terapie salva-vita”, commenta Marc Bulterys, dell’Oms.

Il nuovo test è adatto a quei luoghi dove scarseggia anche il personale medico e sanitario, proprio perché è facile da utilizzare. Assomiglia ai test gravidanza venduti in farmacia: non c’è bisogno di una struttura ospedaliera per somministrarlo, né di corrente elettrica o di altri servizi particolari.
Le linee guida sul suo utilizzo sono state pubblicate e presentate dall’Oms alla 26/a Conferenza dell’Associazione asiatica del Pacifico per lo studio del fegato (Apasl) a Shangai in Cina.
”Le nuove linee guida semplificano l’approccio al test, identificando chi deve farlo, dove e come, e come mettere in contatto la persona con centri di cura e terapia una volta che il test risulta positivo”, aggiunge Philippa Easterbrook, che ha presentato il documento alla conferenza.

L’Oms raccomanda quindi l’uso di test diagnostici rapidi per le popolazioni difficili da raggiungere, e di concentrarsi nel farli sui gruppi più colpiti da epatite B e C, quindi chi si inietta droghe, chi è sieropositivo, i figli di madri con epatite B o C, chi presenza i sintomi o gli esami del sangue fanno pensare ad un’epatite virale. Viene raccomandato il test anche a tutti gli operatori sanitari, i detenuti e chi è in trattamento per tossicodipendenza.

L’esito può apparire in cinque minuti entro massimo venti. In caso di positività si ricorrerà ad una ulteriore convalida con le analisi classiche.  La differenza tra i test simili, attualmente in commercio, e questo di ultima generazione è sostanziale: il rischio di falso positivo è bassissimo, la sua efficacia e la sua convenienza non sono paragonabili a nessun altro prodotto.