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31 Maggio – Giornata Mondiale Senza Tabacco

Anche quest’anno si celebra il Giornata mondiale senza tabacco – World No Tobacco Day (WNTD), una giornata di riflessione sui rischi associati al fumo promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): l’edizione 2018 è dedicata al tema “Tabacco e malattie cardiache“:  il fumo spacca il cuore. Ricorrenza giunta quest’anno alla 30esima edizione e che nel 2018 concentrerà la sua attenzione sul ruolo che il fumo ha nell’aumentare malattie coronariche, ictus e malattie vascolari periferiche: il tabacco è infatti la seconda causa di morte cardiovascolare dopo l’ipertensione.

Il fumo ha effetti dannosi su tutto il nostro corpo, in primo luogo sul sistema respiratorio, costituendo un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari* (infarto miocardico, ictus) che rappresentano la principale causa di morte e invalidità nei paesi occidentali.

* Il monossido di carbonio (CO) arriva direttamente nel sangue attraverso i polmoni. L’emoglobina nel sangue ha il compito di trasportare l’ossigeno.
Il CO si fissa dalle 200 alle 300 volte più facilmente all’emoglobina dell’ossigeno. Nell’organismo questo ossigeno viene a mancare, il risultato è un minore vascolarizzazione. Si può dimostrare che il CO legato all’emoglobina (COHb) danneggia i vasi sanguigni, specialmente quelli del cuore. Le malattie cardiovascolari e polmonari come la BPCO, l’enfisema, la bronchite cronica e l’arteriosclerosi, vengono favorite dal monossido di carbonio.

Quindici minuti dopo aver fumato, il benzene comincia e entrare il circolo nel nostro organismo. Si tratta di un cancerogeno, ma il suo curriculum stilato dalla scienza elenca anche numerose altre azioni come l’anemia, danni alle ossa, danni al feto, se a fumare è una donna in gravidanza. Il benzene è solo una delle sostanze tossiche (cromo, formaldeide, arsenico, etc) che quotidianamente i fumatori inalano, accorciando così la loro speranza di vita. E non solo loro: l’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che il tabacco uccida più di 7 milioni di persone ogni anno, di cui quasi 900.000 sono persone che hanno inalato fumo passivo. Una vera e propria epidemia che minaccia ogni persona, indipendentemente dal sesso, età, razza, background culturale o educativo.

Statistiche e stime recenti

Secondo l’Istituto superiore di sanità, i risultati sui danni del tabagismo sono evidenti: si parla di un morto ogni 6 secondi per un totale di circa 80mila decessi ogni anno. Molti di più di quelli causati dagli incidenti stradali, dalla meningite o da altre malattie, anche se poco considerati.

Oggi il 21% degli adulti in tutto il mondo fuma, con maggior concentrazione nei Paesi con alto reddito. Nel 70% dei casi le persone iniziano ancora prima dei 18 anni e nel 94% dei casi prima dei 25.
In Italia i fumatori sono il 22,3% della popolazione: di questi, 6 milioni sono uomini e 5,7 milioni sono donne. Queste, con un assetto ormonale particolare, sembrano essere purtroppo ancora più vulnerabili alle patologie da tabagismo.

La prevenzione del tabagismo è essenziale per migliorare la salute pubblica, con l’obiettivo di ridurre il numero di coloro che sperimentano il fumo di sigaretta e/o iniziano a fumare prima dei 18 anni.