Cos'è il Monitoraggio?


Le azioni che si compiono per tenere sotto controllo lo stato di una malattia.

Conosciamolo meglio

Siamo alla quarta tappa del nostro percorso della salute, tappa che riguarda il monitoraggio dello stato di una patologia. Non tutte le malattie hanno necessità di essere tenute sotto controllo, ma solitamente solo quelle croniche, che quindi non esauriscono il proprio ciclo con la guarigione, o quelle oncologiche, in cui il follow-up diventa necessario al fine di evitare recidive. Mentre nel caso di patologie croniche il monitoraggio accompagna la persona che ne è affetta lungo tutto l’arco della vita, come nel caso del diabete, per il follow-up oncologico la durata varia a seconda dei casi, ma è comunque su un arco di tempo limitato.

Il diabete, un’epidemia mondiale: come si comporta Paolo?

Sono circa 350 milioni le persone che soffrono di diabete nel mondo, un numero destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni. È una malattia cronica caratterizzata dall’elevata presenza di glucosio nel sangue e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. L’insulina è l’ormone, prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica, quando ciò non avviene, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

La diagnostica in vitro gioca un ruolo importante nel monitoraggio delle patologie, quando bisogna convivere con la mattia o con il rischio che si ripresenti.

L’autodiagnosi

Nessuno conosce il proprio corpo come se stesso, ma l'autodiagnosi da parte del paziente è sempre fortemente sconsigliata, se non addirittura pericolosa. È bene invece che venga fatta la migliore descrizione possibile dei propri sintomi al medico e si abbia l’abitudine a fare dei check-up di controllo periodici, come per la macchina si fa un tagliando. Il paziente può facilmente distorcere la reale natura del disturbo in base alle proprie ansie e speranze di guarigione e, soprattutto, non conosce a fondo la materia per questo è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico di famiglia o ad un medico specialista. L’autodiagnosi o la ricerca in internet delle cause dei propri sintomi può anche far sviluppare forme di ipocondria che altro non fanno se non aggravare il disturbo con ulteriori ansie e paure.

Le diverse forme di diabete

Il diabete si può manifestare in diverse modi, fra cui il diabete di tipo 1 o di tipo 2. Nel diabete tipo 1, il pancreas è incapace di produrre insulina, è perciò necessario che essa venga iniettata per tutta la vita, ogni giorno. Riguarda il 10% circa dei pazienti diabetici e, in genere, insorge nell’infanzia o nell’adolescenza, invece il nostro Paolo è affetto da diabete di tipo 2, la forma più comune che rappresenta il 90% circa dei casi. In questa forma il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono ad utilizzarla. La malattia si manifesta solitamente dopo i 30-40 anni e sono numerosi i fattori di rischio associati alla sua insorgenza, tra questi: la familiarità, l’età, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso. Per questo motivo le migliori strategie di prevenzione hanno come cardine lo stile di vita, che deve essere adeguato sia dal punto di vista dell’alimentazione che dell’esercizio fisico. Generalmente il diabete di tipo 2 viene diagnosticato casualmente, in concomitanza con una situazione di stress fisico o di altri problemi,

in quanto non dà da subito i classici sintomi del diabete. Oggi sono sempre più frequenti le diagnosi in età adolescenziale, fatto correlabile all’aumento dell’obesità infantile. In Italia il 5,5% della popolazione è affetto da diabete di tipo 2.

Come diagnosticarlo

La diagnosi di diabete si effettua attraverso un semplice test del sangue che permette di verificare i valori della glicemia a digiuno.

Monitorare la glicemia

L’automonitoraggio della glicemia aiuta le persone affette da diabete a tenere sotto controllo l’indice glicemico, in modo da prevenirne le gravi complicanze, acute più frequenti per quello di tipo 1 o croniche, generalmente in relazione al tipo 2. Le complicanze croniche riguardano diversi organi e tessuti, tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi periferici.

L’automonitoraggio glicemico è quindi un tassello fondamentale nel processo di educazione dei soggetti diabetici all’autocontrollo e la modalità varia a seconda del tipo di diabete e delle caratteristiche del singolo paziente. Ed è un’operazione semplicissima, che ogni paziente diabetico, come il nostro Paolo, può fare in qualsiasi luogo nella massima libertà, attraverso un piccolo e tecnologico dispositivo medico da portare sempre con sé.

Oltre l’automonitoraggio

L’automonitoraggio della glicemia ha rappresentato un grande progresso nella terapia del diabete, ma oggi ci sono anche altre possibilità. Sistemi affidabili ad elevato contenuto tecnologico, come i microinfusori di insulina e i sensori per il monitoraggio continuo della glicemia rappresentano la frontiera più avanzata dell’innovazione nella terapia del diabete.


Guadagna in salute! Se hai una malattia cronica non dimenticare di monitorarla per evitare le complicanze.